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martedì 29 dicembre 2020

CITTADINI DEL MONDO N° 26: A CACCIA DI FANTASMI IN MESSICO

 

Durante le nostre molteplici visite in Messico, per un totale di circa due anni e mezzo, ho dedicato tre mesi a rintracciare un fenomeno, apparentemente co comune, che quasi tutti dicevano di averne fatto, almeno una volta, esperienza diretta. Mi riferisco al cosiddetto “espanto”. Si tratta di una misteriosa apparizione, per lo più a mezzanotte, in una casa, cimitero, o, più frequentemente nei boschi, del fantasma o dello spirito di un defunto.

mercoledì 19 febbraio 2020

CITTADINI DEL MONDO N° 13: REINVENTANDO LA VELA? Baja California, Messico


REINVENTANDO LA VELA? Baja California, Messico


Playa Escondida (La Spiaggia Nascosta) è uno dei gioielli più preziosi, anche se poco conosciuti, della Baia della Concezione, un’ampia insenatura creata dal Mare di Cortez sulla costa di quella stretta penisola – lunga più di mille chilometri – che prende il nome di Baja California, la prosecuzione messicana della California statunitense. Non è visibile dalla strada principale.

Il tratto più elevato della deviazione sterrata che conduce alla spiaggia, tagliato attraverso la roccia di due pareti convergenti, resta in ombra anche durante le ore calde. All’improvviso, al culmine della salita, come alla fine di una galleria, il mare azzurro e la spiaggia bianca e soffice come la panna, si impongono alla vista con la forza di un’accecante visione. Una visione da togliere il fiato.

martedì 19 novembre 2019

CITTADINI DEL MONDO N° 1 Andrea: cronaca di una morte, una storia d'amore - Mexico


Andrea: cronaca di una morte, una storia d'amore


Non ho mai tenuto diari, neppure un diario di bordo (che sarebbe stato obbligatorio) durante i ventitre anni di navigazione a vela. Eppure, di quei due mesi terribili ho buttato giù una cronaca dettagliata, proprio mentre accadeva l’inevitabile. Come allora sia riuscito a scrivere quello che ho scritto, ad arrivare fino all’ultima goccia d’inchiostro per trascrivere un resoconto obiettivo dei fatti, in quel mutevole
alternarsi giornaliero di oscuri pozzi di disperazione e sparsi germogli di ottimismo, di lacrime di dolore che rovinavano le parole del taccuino e di deboli braci di speranza, mi è difficile crederlo adesso, mentre mi accingo a rileggere quella cronaca dettagliata che è diventata, senza modifiche sostanziali, la storia seguente. Rileggere quella storia, a ventiquattro anni dalla morte di Andrea, ha riaperto purtroppo ferite che credevo rimarginate”.
 Se la lettura di questa storia ha risvegliato in voi emozioni, ricordi e riflessioni legate alle vostre care bestiole, vi prego di condividerla.

Fabrizio Accorsi