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lunedì 11 gennaio 2021

CITTADINI DEL MONDO N° 27: IL PUPO SICILIANO, Mitchell, South Dakota, STATI UNITI

Il museo delle bambole di Mitchell
 

Mitchell, una graziosa cittadina del South Dakota, presenta al viaggiatore tre attrazioni di estremo interesse: il cosiddetto “Palazzo di Granturco”, il Museo delle Bambole e un museo privato che esibisce i dipinti di un unico autore, Oscar Howe.

martedì 9 giugno 2020

CITTADINI DEL MONDO N° 19: Appuntamento con il diavolo


Per quanto si possa argomentare, ci sono esperienze negate ai comuni mortali: una di queste è conversare di persona con gli dèi. O con il diavolo. È forse per l’ovvia impossibilità che un essere finito come l’uomo riesca a stabilire un qualsiasi rapporto con un infinito, un assoluto, che fin dalla remota antichità le più grandi religioni del pianeta hanno creato degli intermediari fra il “dio supremo” e l’uomo, nella figura di semidei – metà uomini e metà dèi – i quali, grazie a questa loro doppia natura, fossero in grado di comunicare e intercedere in favore dell’uomo presso Dio stesso.

martedì 25 febbraio 2020

CITTADINI DEL MONDO N° 14: L’ARPA DI VETRO - New Orleans, Louisiana, USA


 L’ARPA DI VETRO - New Orleans, Louisiana, USA


Incontro con Peter Bennet in un campeggio di New Orleans. Gli artisti di Jackson Square. Uno strumento singolare. Note celestiali con caratteristiche sonore dolci ed eteree che non avevo mai sentito prima d’allora. Bourbon Street e Jackson Square, nel French Quarter. I po-boys di New Orleans. Il Mardí Gras. L'arpa di vetro e l'armonica di vetro.

mercoledì 12 febbraio 2020

CITTADINI DEL MONDO N° 12: Vi dispiacerebbe? Washington State,USA



“VI DISPIACEREBBE... ?” – Washington State, USA


Il tavolo della dinette era stato concepito per un duplice uso, come del resto in quasi tutti gli autocaravan: infatti, poteva essere abbassato di una cinquantina di centimetri, per trasformarsi nella parte centrale di un comodo letto a due piazze. Un pomeriggio, quando si trovava nella posizione inferiore, forse da noi sottoposto a una sollecitazione più severa del solito, all’improvviso lanciò l’urlo tipico del legno ferito a morte, congelando la nostra azione sul momento. Un’occhiata fu sufficiente a determinare che fosse danneggiato al di là di ogni speranza di riparazione.

mercoledì 11 dicembre 2019

CITTADINI DEL MONDO N° 4 Un senzatetto, San Francisco - Usa


UN SENZATETTO, San Francisco, USA

San Francisco. Immaginate di ordinare le foto (che vedete qui e nel post) in una sequenza a spirale, il cui fulcro è costituito da un parcheggio: ecco, a pochi
Washington Square
passi, Washington Square, poi la zona dei murali sulle facciate, la tortuosissima Lombard Street, le caratteristiche case della San Francisco vittoriana, i tram che si arrampicano per la collina in vertiginose rotaie, il Pier 39 che brulica di leoni marini. Tutto a pochi minuti di cammino, ma ci siamo allontanati abbastanza da arrivare in vista del famoso ponte.

Questo posteggio, ha ospitato il nostro autocaravan per i 5 mesi più freddi dell’anno, consentendoci di dormire notti tranquille. Nell’interno del veicolo, ben riscaldato, abbiamo lasciato il nostro Andrea durante le ore lavorative.

La zona dei murales
Ogni mattina, prima delle 11, percorrevamo a piedi il tragitto che separa il posteggio dal ristorante in cui avevamo trovato lavoro come camerieri, a 10 minuti di cammino. E, per arrivarci, attraversavamo il prato di Washington Square, gremito di orientali di ogni età, ognuno concentrato su se stesso, sui propri lentissimi movimenti di Tai Chi, eppure dando origine a una danza coreografica corale che coinvolgeva i passanti a tal punto da farli fermare a contemplare, in muta ammirazione, più che degli esseri umani, l’indistinta sensazione del fermarsi del tempo.


Il Tai Chi mattutino
Ma, quel parcheggio è legato soprattutto al ricordo di una persona speciale, anche lui fuori del tempo. Ed è a questa persona che dedichiamo la storia intitolata “Un senzatetto”  
Fabrizio Accorsi